Gattonare del bambino: quando, come e perchè
di Patrizia Motta
Gattonare è la prima forma di movimento autonomo utilizzato dal bambino per spostarsi; con mani e ginocchia esplorerà lo spazio a carponi in attesa dell’arrivo dei primi passi.
Non tutti i bebè usano la stessa tecnica per gattonare; alcuni si trovano meglio stendendo le gambine e facendo leva sui gomiti, altri fanno forza sulle mani trascinando il sederino, c’è anche chi preferisce spostarsi appoggiando mani e piedi, ma non le ginocchia.
Il gattonamento apparirà verso l’ottavo mese di vita, sviluppo e maturazione del movimento sono comunque variabili da bimbo a bimbo. Tale pratica precederà la posizione eretta e sarà la prima tappa verso il raggiungimento della vera e propria camminata.
Muoversi autonomamente sarà fondamentale per il bebè: in questo modo egli potrà finalmente dar voce alla propria curiosità esplorando l’ambiente circostante, avvicinandosi a ciò che catturerà il suo interesse ma imparando contemporaneamente a riconoscere il territorio, i suoi limiti, i suoi pericoli.
Nonostante l’importanza del gattonare, talvolta potrà accadere che il bambino “salti” questa tappa intermedia, passando direttamente alla postura eretta. Ciò non dovrà assolutamente preoccupare i genitori, né tanto meno indurli a forzare il piccolo con movimenti non spontanei. Lasciate che faccia da solo, quando si sentirà sicuro camminerà!
Quando vostro figlio comincerà ad andare a gattoni, ricordate di rendere più sicuro il posto in cui vivete. Procedete con alcuni accorgimenti all’ambiente: coprite gli spigoli con qualcosa di morbido, bloccate le scale, coprite le prese elettriche e riponete sostanze tossiche (come detersivi, medicine ecc.) al sicuro lontano dal piccolo.
P.M.









