Liquido amniotico: se è scuro può causare problemi
di Patrizia MottaIl liquido amniotico è una sostanza incolore presente nel sacco amniotico della madre, in cui il feto rimarrà immerso a galleggiare durante tutta la gravidanza.
La composizione è molto simile a quella del plasma, durante i 9 mesi il ricambio del liquido avviene continuamente grazie all’ingestione e alla produzione da parte del feto.
Il liquido amniotico ha la funzione di mantenere costante la temperatura all’interno del sacco, proteggendo il piccolo da eventuali colpi esterni e dalla pressione che si produce durante le contrazioni dell’utero.
La “borsa delle acque” che si forma durante il travaglio tra la testa del piccole e l’utero, serve invece a favorire la dilatazione, fungendo inoltre da lubrificante per la discesa del nascituro lungo il canale del parto.
Quando il piccolo si prepara all’espulsione, avviene la lacerazione del sacco amniotico (solitamente provocata dalla testa del bebè). La rottura avviene in genere in modo naturale durante il travaglio (a volte anche con anticipo di alcune ore).
Nel caso in cui ciò non dovesse accadere, si effettuerà una lacerazione indotta, tramite strumenti simili ad uncinetti, che andranno a bucare il sacco amniotico (amnioressi).
Al momento della rottura delle acque è importante che il liquido si presenti assolutamente trasparente, ciò infatti è segnale di ottima salute del feto. In caso contrario, con liquido in colorazione giallo/verdastra, il bebè potrebbe soffrire. Il colore scuro è in genere dovuto all’emissione prematura del meconio in utero (materiale presente nell’intestino del bambino che solitamente fuoriesce entro le prime 48 ore di vita).
Tale patologia si verifica spesso in bimbi con ritardo di crescita intrauterina o in quelli post-termine, per riduzione di ossigeno nel sangue (asfissia associata a ipossia).
P.M.









