Parto naturale dopo il cesareo?
di Patrizia MottaL‘Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) andando contro corrente, incoraggia il parto naturale soprattutto dopo aver effettuato un precedente taglio cesareo trasversale basso. Nessuna prova, infatti, certifica concretamente che si debba procedere chirurgicamente anche al parto successivo.
Tale dichiarazione non riscontra molto successo in Italia, dove la pratica del taglio cesareo ha rivelato un aumento del 6%. Ogni donna vorrebbe evitare un secondo intervento chirurgico, nonostante ciò è bene conoscere i pro e i contro del Vbac (Vaginal birth after cesarean, ovvero parto vaginale dopo il cesareo) per non incombere in rischio di incidenti sia per la mamma che per il nascituro.
L’incremento delle probabilità di rottura dell‘utero in corrispondenza della cicatrice lasciata dal cesareo, rappresenta il rischio più frequente nella pratica Vbac. In Inghilterra e in Francia, per evitare tale episodio, viene eseguito un “travaglio di prova“; ciò solamente se la gestante è in possesso di requisiti specifici ovvero: età non superiore ai 35 anni, peso del bebè inferiore ai 4 kg e buona condizione di benessere fetale.
La Vbac è invece sconsigliata in caso di più di un taglio cesareo subito in precedenza, un intervallo di tempo inferiore ai 24 mesi, un parto gemellare o una posizione podalica del nascituro.
P.M.









